mercoledì 4 maggio 2016

3.500,00 € RESTITUITI AD UN DIPENDENTE COSTRETTO AD EMIGRARE ALL'ESTERO

Credeva di aver trovato la destinazione finale per sé e per la sua famiglia venticinque anni fa quando dal Marocco era arrivato in Italia con la Sua famiglia ed aveva iniziato a lavorare in una piccola media impresa del territorio.

Aveva contratto un mutuo ipotecario per acquistare una casa nella prima periferia di Feltre e con un paio di finanziamenti chirografari (cessione del quinto e delega) aveva arredato l'immobile e garantito ai figli un adeguato percorso formativo.

La crisi economica gli ha fatto perdere lavoro... troppo dura per lui trovare una nuova occupazione... decide di emigrare in Francia ma prima di partire affida alla nostra associazione (ed al nostro staff).

Oggi arriva il lodo favorevole che prevede la restituzione a Suo favore della somma di oltre 3.500,00 euro.



mercoledì 16 marzo 2016

Sanzione Antitrust di un milione di euro a Vodafone per servizi aggiuntivi

COMUNICATO STAMPA
vodafone
SANZIONE ANTITRUSTDI UN MILIONE DI EUROA VODAFONEPER SERVIZI AGGIUNTIVI
L’Antitrust ha irrogato una sanzione di un milione di euro a Vodafone Italia S.p.A. per il servizio accessorio aggiuntivo non richiesto “Vodafone Exclusive”, ritenendo che tale offerta abbia comportato un pagamento supplementare rispetto alla remunerazione concordata, in violazione del Codice del Consumo. A partire dal 31 agosto 2015, secondo gli accertamenti dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la società ha attuato nei confronti dei propri clienti, le seguenti condotte:
  • l’attivazione automatica del servizio “Vodafone Exclusive” senza il consenso espresso e preventivo (opt-in) dei clienti;
  • l’addebito automatico del relativo costo mensile (1,90 euro) e il rifiuto alle richieste di rimborso a seguito dell’attivazione automatica di un servizio non richiesto dai consumatori.
In base alle verifiche dell’Antitrust, il pacchetto offerto si configura come un servizio accessorio aggiuntivo alla luce di diverse considerazioni, tra le quali:
  • la navigazione sulla rete 4G è consentita solo a coloro che dispongono della condizioni tecniche necessarie;
  • la possibilità di disporre di 2 ingressi al cinema al prezzo di un biglietto è garantita unicamente a un numero circoscritto di cinema aderenti alla promozione;
  • l’accesso al servizio clienti dedicato 193 è meramente aggiuntivo rispetto al servizio clienti già esistente.
L’Agcm ha imputato perciò all’impresa una condotta poco trasparente per quanto riguarda sia l’attivazione del servizio sia la modalità di addebito degli importi: il consumatore non è stato messo nella condizione, infatti, di rendersi conto che “Vodafone Exclusive” era stato effettivamente attivato sui propri apparati mobili e che gli importi mensili relativi a questo servizio venivano prelevati sistematicamente dal credito residuo dei clienti. A giudizio dell’Antitrust, tale condotta costituisce una violazione dell’articolo 65 del Codice del Consumo, con riferimento ai clienti che hanno sottoscritto un contratto dopo il 13 giugno 2014, sanzionandola e vietandone la continuazione.
L’Autorità ha anche imposto a Vodafone di pubblicare per trenta giorni consecutivi sulla home page del proprio sito web un estratto del provvedimento dell’Autorità, predisponendo un’icona denominata “Comunicazione a tutela dei consumatori”.
Roma, 16 marzo 2016

venerdì 4 marzo 2016

SANZIONI ANTITRUST DI 27 MILIONI DI EURO A BANCHE E COOPERATIVE PER UN’INTESA SUI TASSI DEI MUTUI NELLE PROVINCE DI TRENTO E BOLZANO



COMUNICATO STAMPA AGCOM (Aut. Garante della Concorrenza del mercato) 04/03/2016


SANZIONI ANTITRUST DI 27 MILIONI DI EURO A BANCHE E COOPERATIVE PER UN’INTESA SUI TASSI DEI MUTUI NELLE PROVINCE DI TRENTO E BOLZANO

L’Antitrust ha irrogato una serie di sanzioni, per un totale di circa 27 milioni di euro, a carico di alcuni istituti di credito, della Federazione Cooperative Raiffeisen e della Federazione Trentina della Cooperazione, per due distinte intese anti-concorrenziali nel mercato degli impieghi alle famiglie, attuate rispettivamente nelle province di Bolzano e di Trento.

A conclusione della sua istruttoria, l’Autorità ha accertato che la Federazione Cooperative Raiffeisen e 14 Casse Raiffeisen (Cassa Rurale di Bolzano, Casse Raiffeisen di Brunico, Lana, Valle Isarco, Merano, Castelrotto-Ortisei, Oltradige, Lagundo, Wipptal, Tures Aurina, Prato-Tubre, Nova Ponente-Aldino, Silandro e Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige) hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione del diritto antitrust. Questo accordo consisteva nel coordinamento delle politiche commerciali, anche attraverso lo scambio di informazioni sensibili (tassi di interesse e altre condizioni economiche dei finanziamenti), con l’obiettivo di limitare il confronto competitivo nel mercato degli impieghi bancari alle famiglie nella provincia di Bolzano. L’intesa s’è protratta per un arco temporale di circa sette anni (2007-2014). 

L’Antitrust ha accertato inoltre che i comportamenti posti in essere dalla Federazione Trentina della Cooperazione, indicando alle Casse Rurali federate un tasso di riferimento per i mutui e limitando così il confronto competitivo nel mercato degli impieghi alle famiglie nella provincia di Trento, hanno costituito un’altra intesa restrittiva della concorrenza in violazione diritto antitrust, attuata tra novembre 2013 e dicembre 2015. 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso perciò di comminare in dettaglio le seguenti sanzioni pecuniarie: 
Federazione Raiffeisen: € 3.195.794 
Cassa Raiffeisen Brunico: € 3.291.643 
Cassa Rurale Bolzano: € 2.212.116 
Cassa Raiffeisen Lana: € 2.120.311 
Cassa Raiffeisen Valle Isarco: € 2.261.888 
Cassa Raiffeisen Merano: € 2.135.358 
Cassa Raiffeisen Castelrotto-Ortisei: € 1.712.030 
Cassa Raiffeisen Oltradige: € 1.620.029 
Cassa Raiffeisen Lagundo: € 1.501.773 
Cassa Raiffeisen Wipptal: € 1.576.637 
Cassa Raiffeisen Tures Aurina: € 1.146.832 
Cassa Raiffeisen Prato-Tubre: € 1.236.313 
Cassa Raiffeisen Nova Ponente-Aldino: € 861.925 
Cassa Raiffeisen Silandro: € 530.077 
Cassa Centrale Raiffeisen: € 863.695 
Federazione Trentina: € 599.963


Roma, 4 marzo 2016
(fonte: http://www.agcm.it)

venerdì 19 febbraio 2016

Equitalia: quando scade la cartella. Prescrizione

Subisce un’ulteriore smentita la tesi di Equitalia secondo cui la cartella esattoriale scadrebbe sempre dopo 10 anni. Non è così, e a dirlo è un’importante ordinanza della Cassazione di poche ore fa [1]. La prescrizione della cartella di pagamento dipende invece dal tipo tributo di cui si chiede il pagamento e, quindi, varia a seconda del caso concreto. Ecco tutte le possibili ipotesi.

5 anni. Tutte le volte in cui oggetto della pretesa esattoriale è un’imposta locale come la tassa sui rifiuti (Tari), l’Imu, l’Ici, la Tosap, un credito per contributi previdenziali dovuti all’Inps oppure una sanzione per violazione del codice della strada la prescrizione è quinquennale e il termine inizia a decorrere dal giorno della notifica della cartella esattoriale.

3 anni. Invece, nel caso in cui oggetto della cartella esattoriale sia il mancato pagamento del bollo auto (tassa di circolazione), la cartella “scade” dopo tre anni.

10 anni. Infine, nel caso di imposte sui redditi come l’Irpef, l’Ires e anche l’Irap e l’IVA, la prescrizione è di dieci anni. La prescrizione ordinaria di dieci anni scatta inoltre tutte le volte in cui Equitalia vanti un credito non in forza di una cartella esattoriale, ma di una sentenza. Si pensi al caso in cui, a seguito dell’accertamento, il contribuente abbia proposto opposizione e il giudizio sia terminato con una sentenza di rigetto.

Insomma, secondo la Suprema Corte, la cartella esattoriale non ha una scadenza sempre uguale, ma tutto dipende dal tributo che viene richiesto in pagamento e i cui estremi possono essere letti nel foglio di dettaglio contenuto all’interno del plico spedito da Equitalia. Ecco perché alla cartella la legge impone di essere chiara e trasparente, di indicare non solo gli importi e gli interessi, ma anche le causali, onde consentire al contribuente il controllo dei termini di prescrizione. Una volta decorso il termine (di 3, 5 0 10 anni, a seconda del caso) dalla notifica della cartella è infatti scaduto il credito che Equitalia pretende di riscuotere dal contribuente.

Non giova all’Agente per la riscossione sostenere che la cartella di pagamento è titolo esecutivo e dunque sarebbe applicabile la prescrizione ordinaria.
La prescrizione decennale non vale per le cartelle esattive adottate sulla base di procedure che consentono di prescindere dal previo accertamento sull’esistenza del titolo: si tratta di atti notificati al contribuente che non possono quindi essere considerati definitivi e ripetono invece dalla legge che le regola la loro legittimità sotto il profilo della tempestività della procedura di notifica al destinatario.

[1] Cass. ord. n. 20213/15 dell’8.10.2015.
http://www.laleggepertutti.it/98432_equitalia-quando-scade-la-cartella-prescrizione?email=oriettasacchet%40gmail.com#sthash.ilnBLftt.dpuf

lunedì 1 febbraio 2016

USURA e limite di finanziabilità

Allo staff che si occupa di usura capita molto spesso di valutare operazioni di credito che risultano quantomeno poco ortodosse. Non solamente perché ricadono nella fattispecie dell’usura oggettiva, ma anche perché si riscontrano operazioni di mutui e di finanziamento utilizzati, magari anche oltre il limite di finanziabilità, e che hanno l’unico scopo di consolidare (e quindi chiudere) delle operazioni di credito precedenti.
Ci capita spesso di osservare che queste operazioni di credito, di fatto concesse quanto l’indicatore dello stress finanziario è già critico, ha l’unico scopo di creare garanzie fidejussorie ed ipotecarie alla banca e quindi compromettere ulteriormente la posizione dell’utente bancario.

Come uscire dal SOVRAINDEBITAMENTO (Legge 3/12)

La crisi ha messo in profonda difficoltà numerose famiglie che si sono trovate di fronte alla drammatica scelta di chiudere le proprie attività o di vedersi licenziare perché la ditta per la quale lavoravano ha chiuso oppure è entrata in profonda difficoltà. Ma questa crisi ha anche danneggiato imprenditori agricoli e piccoli artigiani che continuano a lavorare con profonde problematiche finanziarie…questa crisi sta violando la dignità delle persone e alcune di queste…soffocate da un becero meccanismo finanziario hanno deciso di togliersi la vita in un “attimo” di profonda amarezza.
Senza voler creare false aspettative e senza cadere nella mala informazione vogliamo aprire uno spiraglio alla speranza con lo sportello “LEGGE 3 | SOVRAINDEBITAMENTO”: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche, la possibilità di rivolgersi al Tribunale per ridefinire le posizioni debitorie.

Artigiani, agricoltori, commercianti… ma anche dipendenti pubblici e privati… contattateci se ritenete di voler uscire da una situazione debitoria soffocante.

RESTITUITI 10MILA EURO

Elda (ndf) è un’infermiera. Circa vent’anni fa, con una figlia allora piccola, si è separata dal marito che non ha mai versato un solo assegno di mantenimento. Ora la figlia ha finito di studiare ma per poterLe permettere una carriera si studio Elda ha rinegoziato, per ben otto volte, finanziamenti estinguibili mediate cessione del quinto e delegazioni di pagamento. Elda si è rivolta alla nostra associazione oramai “sfibrata” – e profondamente demotivata - per far valutare le operazioni di credito ed ora, dopo le contestazioni e le procedure civili arrivano per Lei le prime soddisfazioni, a suon di titoli bancari… ed ecco la restituzione dei primi 10mila euro che la finanziaria ha omesso di restituire nel corso del tempoElda (ndf) è un’infermiera. Circa vent’anni fa, con una figlia allora piccola, si è separata dal marito che non ha mai versato un solo assegno di mantenimento. Ora la figlia ha finito di studiare ma per poterLe permettere una carriera si studio Elda ha rinegoziato, per ben otto volte, finanziamenti estinguibili mediate cessione del quinto e delegazioni di pagamento. Elda si è rivolta alla nostra associazione oramai “sfibrata” – e profondamente demotivata - per far valutare le operazioni di credito ed ora, dopo le contestazioni e le procedure civili arrivano per Lei le prime soddisfazioni, a suon di titoli bancari… ed ecco la restituzione dei primi 10mila euro che la finanziaria ha omesso di restituire nel corso del tempo