giovedì 3 novembre 2016

ISTRUTTORIA ANTITRUST SU VENETO BANCA PER ABBINAMENTO DI FINANZIAMENTI E TITOLI

ISTRUTTORIA ANTITRUST
SU VENETO BANCA PER ABBINAMENTO
DI FINANZIAMENTI E TITOLI 
Sulla base di informazioni acquisite ai fini dell’applicazione del Codice del Consumo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio per una presunta pratica commerciale scorretta nei confronti di Veneto Banca.
Risultati immagini per veneto bancaLa Banca avrebbe nei fatti condizionato l’erogazione di finanziamenti (mutui, tra i quali i cc.dd. “Mutui Soci”, prestiti personali, aperture di credito in conto corrente) a favore dei consumatori all’acquisto da parte degli stessi di proprie azioni.
In particolare, nel caso dei “Mutui Soci”, che prevedono condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinari, al fine di ottenere gli stessi i consumatori non soci sarebbero stati condizionati a: i) acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca, necessari per diventare soci e poter accedere ai prodotti di mutuo in questione riservati ai soci e ii) non vendere tali pacchetti azionari, al fine di mantenere la qualifica di soci e conseguentemente non perdere le condizioni economiche agevolate.
Questa condotta potrebbe integrare una pratica commerciale scorretta, in quanto idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento. L’indebito condizionamento connesso alla prospettazione di poter ottenere il finanziamento solo sottoscrivendo titoli appare infatti qualificabile come comportamento idoneo a fare assumere una decisione commerciale che il consumatore non avrebbe altrimenti preso e ciò a prescindere dal tipo di informazione resa sulle caratteristiche e sul grado di rischiosità del titolo abbinato.
Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi i funzionari dell’Agcm hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi della Banca, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 3 novembre 2016
fonte: www.agcom.it

giovedì 27 ottobre 2016

Canone Rai: il 31 ottobre deve pagare chi non ce l’ha in bolletta

Non hai ricevuto l‘addebito del canone Rai sulla bolletta della luce e, tuttavia, detieni ugualmente un televisore? Devi ugualmente pagare e lo devi fare entro 5 giorni. Scade infatti il 31 ottobre il termine di pagamento con F24 per tutti coloro che, ad esempio, sono in affitto o in comodato e non hanno il contratto della luce intestato, sono studenti universitari fuori sede che condividono lo stesso appartamento e l’utenza della luce è intestata solo a uno di questi, ecc.  A comunicarlo è la stessa Agenzia delle Entrate con un comunicato appena diffuso. Ma procediamo con ordine.
I cittadini che non hanno ricevuto l’addebito del canone tv 2016 nelle fatture per la fornitura di energia elettrica hanno tempo fino al 31 ottobre per effettuare il pagamento, utilizzando il modello F24. Tra i contribuenti che possono usare il modello F24 rientrano quelli non intestatari di un contratto di fornitura elettrica, quelli che risiedono in alcune isole non interconnesse con la rete elettrica nazionale e coloro a cui il canone in bolletta è stato addebitato solo parzialmente.
Se non si è titolari di contratto elettrico e una utenza della luce – In linea generale, occorre utilizzare il modello F24 per il pagamento del canone tv in tutti i casi in cui il canone è dovuto ma non è stato addebitato nelle bollette della luce. Entro il prossimo 31 ottobre sono, infatti, tenuti al versamento del canone tv mediante modello F24 i contribuenti che detengono un apparecchio televisivo e che non hanno ricevuto l’addebito nelle fatture elettriche perché nessun componente della famiglia anagrafica è titolare di un contratto elettrico di tipo domestico residenziale. È il caso, ad esempio, di chi prende in affitto un appartamento in cui il contratto elettrico resta intestato al proprietario dell’immobile. Entro la stessa scadenza devono versare il canone tutti coloro che, pur intestatari di utenza elettrica, non hanno ancora ricevuto l’addebito in bolletta, ad esempio per nuove attivazioni o volture ancora in corso.
Chi vive nelle isole – Sono tenuti al pagamento del canone tv mediante modello F24 anche i cittadini per i quali l’erogazione dell’energia elettrica avviene nell’ambito di reti non interconnesse con la rete elettrica nazionale. Si tratta dei contribuenti che risiedono nelle seguenti isole: Ustica, Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia e Ventotene.
Se l’addebito è parziale – Occorre utilizzare il modello F24, versando la differenza, anche quando il canone è stato addebitato nelle bollette elettriche ma l’importo complessivamente addebitato in fattura è inferiore al canone dovuto per l’anno di riferimento.
Gli altri casi – Se il canone è dovuto, questa modalità di versamento si estende ai cittadini residenti nei Comuni di Anversa degli Abruzzi, Castel Del Monte, Pacentro, Rocca Pia, Santo Stefano di Sessanio, che non hanno ricevuto l’addebito del canone nelle bollette elettriche.
Come effettuare il pagamento del Canone Rai – Per l’anno 2016 l’importo complessivamente dovuto è pari a 100 euro e deve essere versato entro il 31 ottobre 2016, utilizzando il modello F24. I codici tributo da inserire nel modello, utilizzabili a partire dal 1° settembre 2016, sono:«TVRI» (per rinnovo abbonamento) o «TVNA» (per nuovo abbonamento). I codici sono esposti nella sezione «Erario», esclusivamente nella colonna «importi a debito versati», con l’indicazione nel campo «anno di riferimento» dell’anno cui si riferisce il pagamento del canone (2016).

(fonte: laleggepertutti.it)

mercoledì 14 settembre 2016

Antitrust: multa di 4 milioni e mezzo alla Banca Popolare di Vicenza

Risultati immagini per BANCA POPOLARE DI VICENZAConsumatori costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014". Condannata la pratica commerciale scorretta

(ANSA) - MILANO, 12 SET - L'Antitrust ha sanzionato con 4,5 milioni la Banca Popolare di Vicenza per pratiche commerciali scorrette. L'istituto berico è accusato di aver costretto i consumatori a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato, così da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. Lo si legge in una nota dell'Authority sulla concorrenza.

In particolare, per ottenere i cosiddetti 'mutui soci', caratterizzati da condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinario, i consumatori sono stati condizionati ad acquistare pacchetti minimi di 100 azioni e a non vendere i titoli per continuare a beneficiare delle agevolazioni.

Continua l'attività dei consulenti tecnici e dei legali dell'associazione a tutela degli utenti bancari vittime di quest'attività scorretta.

giovedì 8 settembre 2016

ACCERTATA USURARIETA' nella CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO

Risultati immagini per usurarietà interessi moratoriRisultati immagini per usurarietà interessi moratoriRemo (ndf) si era rivolto alla nostra associazione per valutare l'adeguatezza di un finanziamento estinguibile mediante la cessione del quinto dello stipendio, sottoscritto nell'agosto del 2007. A fronte di un capitale netto percepito di poco più di 10mila euro il nostro tesserato avrebbe dovuto restituire, in sei anni, un capitale di 18mila euro.
La semplice contestazione - motivata dall'adeguata relazione econometrica - e l'iter di mediazione non avevano portato a nessun risultato... un semplice disinteresse verso le nostre contestazioni e la ferma convinzione dell'adeguatezza del proprio operato avevano di fatto chiuso ogni tentativo di dialogo volto a definire bonariamente la posizione con la società Prestitalia SpA.
La professionalità e la caparbietà del team di consulenti tecnici e dello studio legale hanno portato alla sentenza in cui il Giudice ha accertato l'usurarietà dell'operazione di credito ed ha quindi applicato l'art. 1815 in base al quale tutte le somme a titolo di interessi e commissioni vanno restituire al nostro tesserato.

Molte volte si sottoscrivono finanziamenti in preda ad una necessità economica ed una fretta convulsa ed impellente... Nella fretta poi manca la conoscenza ed il tempo per valutare la correttezza dell'operazione di credito...
Ci si sofferma pensando di aver risolto il problema... ma poi con più tranquillità si controllano i contratti e si notano cifre "esose" a fronte di un netto ricavo.

Non è mai troppo tardi e per far valutare la vostra operazione di credito contattateci... possiamo agire per tutelare i vostri diritti ed ottenere la restituzione delle somme non dovute...

Sono davvero tante le persone che si sono rivolte alla nostra associazione e che hanno ottenuto la giusta vittoria anche se la controversia può richiedere del tempo.


ACCERTATA USURARIETA' nella CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO

Risultati immagini per usurarietà interessi moratoriRisultati immagini per usurarietà interessi moratoriRemo (ndf) si era rivolto alla nostra associazione per valutare l'adeguatezza di un finanziamento estinguibile mediante la cessione del quinto dello stipendio, sottoscritto nell'agosto del 2007. A fronte di un capitale netto percepito di poco più di 10mila euro il nostro tesserato avrebbe dovuto restituire, in sei anni, un capitale di 18mila euro.
La semplice contestazione - motivata dall'adeguata relazione econometrica - e l'iter di mediazione non avevano portato a nessun risultato... un semplice disinteresse verso le nostre contestazioni e la ferma convinzione dell'adeguatezza del proprio operato avevano di fatto chiuso ogni tentativo di dialogo volto a definire bonariamente la posizione con la società Prestitalia SpA.
La professionalità e la caparbietà del team di consulenti tecnici e dello studio legale hanno portato alla sentenza in cui il Giudice ha accertato l'usurarietà dell'operazione di credito ed ha quindi applicato l'art. 1815 in base al quale tutte le somme a titolo di interessi e commissioni vanno restituire al nostro tesserato.

Molte volte si sottoscrivono finanziamenti in preda ad una necessità economica ed una fretta convulsa ed impellente... Nella fretta poi manca la conoscenza ed il tempo per valutare la correttezza dell'operazione di credito...
Ci si sofferma pensando di aver risolto il problema... ma poi con più tranquillità si controllano i contratti e si notano cifre "esose" a fronte di un netto ricavo.

Non è mai troppo tardi e per far valutare la vostra operazione di credito contattateci... possiamo agire per tutelare i vostri diritti ed ottenere la restituzione delle somme non dovute...

Sono davvero tante le persone che si sono rivolte alla nostra associazione e che hanno ottenuto la giusta vittoria anche se la controversia può richiedere del tempo.


lunedì 29 agosto 2016

Domanda riammissione rate Equitalia per evitare l’esecuzione forzata

Pubblicato sul sito di Equitalia il modello per richiedere la nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali se entro il 30 giugno 2016 si è decaduti da un precedente piano.
La legge appena entrata in vigore [1] ha previsto la riammissione al pagamento a rate senza necessità di pagare integralmente quelle scadute.


Chi può essere riammesso alla rateizzazione?
Cittadini e imprese che sono decaduti dal beneficio della rateizzazione (per non aver pagato 5 rate anche non consecutive) entro il 30 giugno 2016.
Risultati immagini per equitalia
La nuova rateizzazione può essere concessa fino a un massimo di 72 rate mensili. Chi è decaduto da una dilazione straordinaria con più di 72 rate, può ottenere al massimo lo stesso numero di rate approvate in precedenza.

Condizioni per essere riammessi alla rateizzazione
– essere decaduti da un precedente piano di rateizzazione di 72 o 120 rate alla data del 30.6.16;
– presentare la richiesta di rateizzazione entro e non oltre il 20 ottobre 2016;

Il contribuente riammesso alla rateizzazione decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive.

Modello di richiesta di nuova rateizzazione

La richiesta di rateizzazione deve essere effettuata tramite il modello disponibile presso gli sportelli Equitalia o sul sito ufficiale dell’ente. 
La domanda deve essere presentata entro il 20 ottobre 2016. Si ricorda che fino alla data di presentazione Equitalia potrà procedere in via esecutiva per riscuotere le rate scadute e non pagate del precedente piano di rientro. Si consiglia, dunque, di inviare il prima possibile la richiesta di riammissione per bloccare le procedure cautelari ed esecutive volte al recupero coattivo delle somme dovute.


[1] Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio (GU Serie Generale n.194 del 20-8-2016).

mercoledì 10 agosto 2016

ANTITRUST SANZIONA PER UN MILIONE E 640.000 EURO AGOS DUCATO PER PRATICHE SCORRETTE

L’Antitrust ha sanzionato, per un ammontare di 1 milione e 640.000 euro Agos Ducato per pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive. Le pratiche in violazione del Codice del Consumo, a giudizio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sono tre e relative ai rapporti di finanziamento con i consumatori. 
In particolare, la prima riguarda le informazioni ingannevoli ed omissive diffuse da Agos, soprattutto mediante l’invio di lettere personalizzate ai clienti finanziati, recanti proposte riservate, nella quale si promette una nuova liquidità a condizioni economiche migliorative e nettamente inferiori rispetto a quelle originariamente sottoscritte dal consumatore. L’Antitrust ha accertato la non veridicità delle offerte in quanto nella stragrande maggioranza dei casi i clienti hanno ricevuto, una volta recatisi presso la società, offerte con tassi e rate anche molto superiori a quanto prospettato. Inoltre il 75% dei casi i clienti hanno visto peggiorate le condizioni economiche e i tassi aumentati in media di oltre il 20%.
La seconda pratica concerne le condotte di Agos volte a creare ostacoli all’estinzione anticipata del prestito personale di vari clienti, attraverso, ad esempio, procedure complesse e basate su richieste di documentazione non facilmente reperibile dal cliente o basate sulla previa verifica di talune condizioni prima di fornire il relativo conteggio. Ostacoli ulteriori venivano posti in essere nei casi di linee di credito revolving
L’Autorità ha infine accertato una terza pratica, consistente in insistenti solleciti di pagamento di rate scadute, con modalità ritenute aggressive dall’Agcm in quanto basate su numerosi contatti telefonici (phone collection), in via digitale (sms), solleciti epistolari (telegrammi), peraltro indirizzati anche presso terzi (quali i garanti, il datore di lavoro, i familiari) e con una pressione dovuta alla frequenza ravvicinata.